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Lugdunum
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mwdaLugdunum (o mwdqLugudunum) è il nome della mwdgcolonia che diventerà la capitale della mwdwGallia nel mwea27 a.C. e l'attuale città di mweqLione. Corrisponde al sito mweggallico dove il mwewgovernatore romano della mwfaGallia Comata mwfqLucio Munazio Planco fondò una mwfgcolonia nel mwfw43 a.C. sotto il nome di mwgaColonia Copia Felix Munatia Lugudunumcite-ref-dionelxvi-50-1-0[1].
Prima della fondazione romana, il sito era occupato sin dal mwhgVI secolo a.C. da popolazioni locali. I mwhwRomani stabilirono la loro colonia sulla collina di mwiaFourvière, ma la città si estendeva già ben oltre il sito iniziale e doveva occupare i declivi della collina della mwiqCroix-Rousse e l'attuale mwigPresqu'île. Alla fine del periodo romano, i mwiwBurgundi occuparono la città, facendone una delle capitali del loro regno.
Contents
• Note
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Origine del nome
Il nome mwjwLugudunum appare sul mausoleo di mwkaLucio Munazio Planco a Gaetacite-ref-2[2]. Ciò confermerebbe che mwlqLugudunum sia l'antico nome di mwlgLugdunum, come scritto da mwlwCassio Dione nel mwmaIII secolocite-ref-dionelxvi-50-1-1[1]. Proverrebbe dal mwnqceltico mwngLugu-dunon, da mwnw-duno, fortezza, collinacite-ref-xdel2-3-0[3], e da mwpamwpqLugus (in mwpgantico irlandese mwpwLúg) dio supremo della mwqamitologia celticacite-ref-4[4], al quale un santuario sarebbe stato dedicato sulla collina di mwrqFourvière (il cui nome viene da mwrgForum Vetus, il Vecchio Foro, a seguito della fondazione ivi della colonia romana)cite-ref-5[5]. Lugdunum vorrebbe quindi dire "collina, fortezza del dio Lugusmwsw".
Altri studiosi, ricordando la rarità di toponimi antichi in mwtq-dun il cui primo elemento sia un teonimo, ipotizzano che il nome mwtgLugdunum abbia un'origine topografica e che il suo significato sia analogo a mwtwmons lucidus, cioè "monte luminoso", secondo quanto riferisce il monaco del IX secolo mwuaErico di Auxerrecite-ref-6[6].
Fondazione leggendaria
Come mwvwRoma, che vide la sua fondazione presenziata da due personaggi mitici, mwwaRomolo e Remo, Lugdunum avrebbe avuto due fondatori, entrambi appartenenti al popolo dei mwwqCelti: il druido Momoros e il re mwwwAtepomaro.
Nel trattato mwxqDe fluviis dello mwxgPseudo-Plutarco, la fondazione di Lugdunum è così descritta:
«L'Arar
è un corso d'acqua della Gallia celtica, così chiamato fino alla sua riunione con il Rodano (…) Nei pressi di questo fiume si alza un monte chiamato Lougdouno(-u?)n; ha cambiato nome per il seguente motivo: Mômoros e Atepomaros, cacciati dal potere da Seseroneus, si stabilirono su questa collina, obbedendo ad un oracolo, per fondarvi una città. Quando scavavano le fondamenta, d'un colpo apparvero dei corvi, volando d'ogni lato, che riempirono gli alberi. Allora, Mômoros, esperto nei presagi, chiamò questa città Lougdounon. In effetti, nel loro dialetto, il corvo si chiama
lougos
e una collina
dounon
come scrive Clitofone nel libro 13 delle fondazioni urbane.»
(Plutarco, De fluviis, VI)
Preistoria
Neolitico ed età del bronzo
La presenza umana sul futuro sito di Lugdunum è attestata in diversi periodi, anche se non sussistono evidenze di stabilimenti permanenticite-ref-8[8]. I rinvenimenti archeologici riportano punte di frecce in selce del mwcaMesolitico (12000 a.C.)cite-ref-9[9], frammenti di selce e di ossa di animali domestici, fori di palo e una punta in cristallo del Neolitico antico (dal 5500 a 4900 a.C.). La mwdqcultura di Chassey-Cortaillod-Lagozza è presente durante il mwdgNeolitico medio (dal 4800 al 3500 a.C.), seguita da una colonia agricola fino al 3000 a.C., e quindi dall'avvento della mwdwcultura del vaso campaniforme nel Neolitico finale (fino al 2100 a.C.)
Durante l'mweqetà del bronzo, il sito è poco frequentato: sono stati rinvenuti dei resti di focolaio, di abitato e una sepoltura con incinerazione in urna.
Età del ferro
Durante il mwgaVI secolo a.C. l'area di Lugdunum diventa uno scalo per il commercio del vino fra il mwgqMediterraneo e le regioni settentrionali. Numerosi resti di frequentazione sono stati rinvenuti nella pianura di Vaise indicanti le relazioni commerciali con mwgwEtruschi e mwhaFocei di questo piccolo abitatocite-ref-poux-p70-10-0[10]cite-ref-11[11]. Oltre al commercio, l'attività è accentrata sull'artigianato, con la presenza di fucine per il ferro e leghe di rame, di botteghe di lavorazione del corno e dei tessuticite-ref-12[12]; nella regione di Lugdunum esisteva quindi un agglomerato urbano ricco di artigianato specializzato e con un'importante attività commerciale, favorita dalla sua presenza su due assi fluviali. Gli scavi intrapresi dal 1990 attestano di una presenza ininterrotta a Vaise sin dal mwkqIV secolo a.C., ai piedi di un grande santuario sul sito occupato ora dalla mwkgbasilica di Notre-Dame de Fourvièrecite-ref-6-13-0[13].
Un grande santuario
Il fossato rinvenuto a mwmqFourvière, largo alcuni metri e lungo alcune centinaia, delimita un vasto perimetro contenente numerosissime ossa di animali e cocci di mwmganfore di vino proveniente dall'Italia. Queste tracce sono riconducibili a un santuario di prima importanza, senza necessariamente suggerire la presenza di un abitatocite-ref-poux-p102-14-0[14].
Santuari in zone di confine, come lo è la collina di Fourvière al limite del territorio dei mwoaSegusiavi e a poca distanza dalla frontiera con gli mwoqAllobrogi (che sono sulla riva sinistra del mwogRodano) e gli mwowAmbarri (fra il Rodano e la mwpaSaona), sono comuni in Gallia e identificabili con grandi santuari federali, dove vari popoli potevano incontrarsi.
Seconda età del ferro
L'occupazione pre-romana è stata attestata da scavi sulla collina di Fourvière: tracce prima interpretate come contemporanee alla fondazione romana si sono rivelate di fatto più antiche di circa un secolo. Nel quartiere Saint-Vincentcite-ref-15[15], gli scavi indicano un'occupazione durante il periodo detto di mwqwHallstatt: resti di carbone, frammenti di ceramica domestica. Dell'inizio del I secolo a.C. datano forni circolari, una bottega di vasaio, delle campane in ceramica e un'area usata come deposito.
Nel 2014 è stato identificato un tratto di muro di difesa gallico lungo più di trenta metricite-ref-10-16-0[16], probabilmente edificato dai Segusiavi e che rimette in questione l'attribuzione romana della fondazione della città. Corrisponde alla descrizione che mwsqGiulio Cesare fa nel mwsgmwswDe Bello Gallico delle fortificazioni galliche, chiamate mwtamwtqmurus gallicuscite-ref-17[17].
Benché la fondazione romana sia datata con certezza al 43 a.C., il sito archeologico della rue du Souvenir a Lione testimonia della presenza antecedente di un mwuwemporiocite-ref-18[18]. Alla frontiera fra il mondo romano, lmwwa'mwwqemporium faceva da ponte fra le culture romane e galliche e serviva da porto dove trasbordare le merci, dato che il collo di bottiglia che forma la Saona a mwwgPierre-Scize impediva la navigazione. La ceramica indigena ritrovata negli scavi testimonia l'intensità del commercio fra Segusiavi ed mwwwEdui; questi ultimi erano essi stessi alleati dei Romani dal mwxaII secolo.
Periodo storico
Fondazione della colonia romana
Nel mw0q43 a.C., il romano mw0gLucio Munazio Planco, governatore della mw0wGallia Comata, fonda la colonia di Lugdunum. È un periodo tormentato, immediatamente dopo mw1al'assassinio di Cesare avvenuto alle idi di marzo dell'anno precedente, a seguito del quale è scaturita la mw1qguerra civile che contrappone mw1gMarco Antonio al mw1wSenato. Planco rimane fedele a Cesare, così come mw2aLepido, governatore della mw2qGallia Narbonense. Il Senato chiede loro di combattere Marco Antonio in Italia, ma dopo che il luogotenente di Lepido, Silano, si è unito alle legioni di Marco Antonio, questi cambia idea e impone a Lepido e Planco di rimanere in Gallia e di fondare una città per i profughi cacciati da mw2gVienne dagli mw2wAllobrogi. I profughi romani si erano accampati alla confluenza del Rodano e dell'Arar e così Planco fonda sul colle lì vicino la colonia di Lugudunumcite-ref-dionelxvi-50-1-2[1].
Lugdunum la romana contro Vienne l'allobrogia
Sulla storia della fondazione, due ipotesi si contrappongono. La prima, lungamente maggioritaria, fu esposta dall'archeologo mw6aCamille Julliancite-ref-19[19]: i coloni romani vennero cacciati dalla città di mw7qVienne, a circa 100mw7g km a sud, durante l'insurrezione di Catugnato nel mw7w62 a.C.cite-ref-20[20] e si stabilirono presso l'emporio alla confluenza del Rodano con l'Arar, gestito da compatrioti romani.
La corrispondenza di Planco e di mw9qCiceronecite-ref-21[21] indica un motivo diverso all'origine della cacciata dei Romani da Vienne: alla fondazione della colonia di Lugdunumcite-ref-22[22], approfittando del periodo di mw-gguerra civile che seguì il Cesaricidio, gli Allobrogi cacciarono dalla loro capitale Vienne i coloni romanicite-ref-23[23] che si erano lì installati grazie al questore mwaqmTiberio Claudio Neronecite-ref-24[24]. I rifugiati protestarono presso il Senato che tardò nel reagire e infine incaricò i governatori Lepido della Gallia Narbonense, dove sorge Vienne, e Planco della Gallia Comata, dove sorge l'emporio, di risolvere questa crisicite-ref-25[25].
Al fine di evitare un nuovo scontro con gli Allobrogi, ma senza danneggiare i veterani di Cesare, a cui erano state promesse terre da colonizzare, Planco propose ai rifugiati di rimanere a Lugdunum e chiese al Senato di poter fondare una colonia per loro; Cicerone indica che Planco venne accontentatocite-ref-x-24-26-0[26]. La nuova colonia fu chiamata mwareColonia Copia Felix Munatia Lugudunum, con gli epiteti mwariCopia l'Abbondanza, mwarmFelix la Fortunata e mwarqMunatia dal nome del suo fondatore. Secondo l'asse del mwarumwarydecumanus, il quale era determinato dalla posizione del sorgere del sole, e che mwarcAmable Audin situa sotto l'attuale rue Clébergcite-ref-27[27], la fondazione rituale avrebbe avuto luogo il 9 o il 10 ottobre dell'anno 43 a.C.
I primi decenni della vita della nuova colonia non sono noti; i rinvenimenti archeologici più antichi datano solo del 30 a.C. circacite-ref-28[28] e indicano un piccolo borgo fatto di terra e legno, su un suolo di terra battuta, arroccato in cima alla collina di Fourvièrecite-ref-29[29]. L'impianto urbano è costituito da isolati di circa 36mwasu m di lato, a loro volta ulteriormente suddivisi e affiancati da portici. La vie principali seguono il tracciato dei sentieri preesistenti: uno che scende a nord verso la piana di Vaise e l'altro che si inoltra nel territorio a ovest della colonia.
Lugdunum, capitale delle Gallie (27 a.C. - 69 d.C.)
Fra il I secolo a.C. e il I secolo d.C., la città attira l'attenzione di diversi mwataimperatori. mwateAugusto la visita per ben tre volte, fra il 16 a.C. e l'8 a.C., il generale mwatiDruso, fratello del futuro imperatore mwatmTiberio, vi risiede fra il 13 a.C. e il 9 a.C.; nella stessa città mwatqAntonia attende il rientro del marito Druso dalla mwatucampagna in Germaniacite-ref-31[31] e quindi vi nasce il figlio, mwatoClaudio, nel 10 a.C.cite-ref-32[32], destinato a diventare egli stesso imperatore. La città viene ugualmente visitata da Tiberio nel 4 o 5 a.C.cite-ref-33[33], da mwaumCaligola fra il 37 e il 41cite-ref-svetoniocaligola17e20-34-0[34] e da Claudio, che vi ritorna nel 43 e nel 44. È probabilmente a cavallo tra i due secoli che la città ottiene lo mwaugius Italicumcite-ref-35[35].
La città è un luogo strategico per la presenza romana in Gallia e Roma investe grandi sforzi e somme di denaro per sostenerne lo sviluppo. Come lo era l'emporio, Lugdunum è al centro del corridoio commerciale fra Mediterraneo e le contrade del Reno, dell'Aquitania e le coste sulla Manica, costituito dalla valle del Rodano e della Saonacite-ref-36[36]. Questi investimenti porteranno grandi benefici a Roma durante il periodo d'apogeo dell'Imperocite-ref-37[37], ma saranno anche in parte causa della rapida caduta della città verso il mwavyIII secolo, per via dell'alto costo di manutenzione di strade, acquedotti e delle dighe e moli sul fiumecite-ref-38[38].
Nel mwavw27 a.C., il generale mwav0Agrippa, genero di Augusto, riforma l'amministrazione provinciale e crea tre province, in aggiunta alla già esistente Gallia Narbonense: la mwav4Gallia Aquitania, la mwav8Gallia Belgica e la mwawaGallia Lugdunense. Lugdunum diventa capitale della Gallia Lugdunense, sede del potere imperiale per le tre nuove province galliche. Acquisisce così il suo titolo di "Capitale delle Gallie". L'espansione della città, iniziata da Agrippa e poi continuata sotto Augusto, ha fatto sì che sia stato edificato in pietra e mattoni sui resti della prima colonia di legno e terra di Planco. Appaiono nuovi monumenti e l'impianto urbanistico viene stravolto anche a causa di una forte immigrazione italica: dalla piccola colonia che affiancava un emporio, si passa a una città che è un punto di riferimento per l'intera Gallia (mwawecaput galliarum)cite-ref-39[39].
A partire dal mwaws19 a.C., Augusto fa organizzare la rete viaria urbana in modo da accogliere le quattro mwawwvie aperte nel mwaw0territorio della Galliacite-ref-40[40]cite-ref-41[41].
mwaxcStrabone fa notare che "Agrippa ordinò che appunto per quella città passassero le strade ch’ei fece aprire; l’una delle quali attraversando i monti Cemmeni andasse fino al paese dei mwaxgSantoni ed all’mwaxkAquitania; un’altra verso il mwaxoReno; una terza verso l’Oceano passando pel paese dei mwaxsBellovaci e degli mwaxwAmbiani; una quarta è quella che va nel territorio mwax0Narbonese ed alla spiaggia marittima di mwax4Marsiglia"cite-ref-42[42]. A queste quattro vie va aggiunta una quinta in direzione delle mwaymAlpi Graie, la mwayqVia d'Italiacite-ref-43[43].
Il primo acquedotto dell'Yzeron data del periodo di Augusto, probabilmente costruito fra il 20 a.C. e il 10 a.C.cite-ref-8-44-0[44] La datazione non è certa, ma si basa sulla supposizione che le vie fatte costruire da Agrippa abbiano permesso l'accesso a questo fiume, facilitando la costruzione dell'acquedotto stessocite-ref-8-44-1[44]. Fra il 16 a.C. e il 14 a.C. viene inaugurato il più antico Teatro delle Tre Gallie, con circa mwazi4 500 posti a sedere, sulla collina di Fourvièrecite-ref-45[45]. Il ruolo privilegiato di Lugdunum aumenta nel 15 a.C., grazie all'attivazione della mwazczecca imperiale (fino al 78), a protezione della quale Augusto pose una mwazgcoorte urbanacite-ref-46[46] – caso unico in Gallia; dal 12 a.C. in poi i delegati delle tribù galliche si riuniscono per celebrare il culto di Roma e dell'imperatore presso il mwaz0santuario federale delle Tre Gallie, sulle pendici de mwaz4La Croix-Rousse. Sono giunti ai nostri giorni i nomi dei primi sacerdoti del santuario federale: Gaio Giulio Vercondaridubno l'mwaz8eduo, seguito dal mwaaacadurco Marco Lucterio Senciano e il santone Gaio Giulio Rufocite-ref-47[47]. Dello stesso periodo data la fondazione dell'mwaauAteneo, voluto da Augusto, che acquisisce rapidamente lustro in tutta la Gallia per l'insegnamento della letteratura, arte e scienze che vi è dispensatocite-ref-48[48].
Sotto Tiberio è inaugurato l'mwaasanfiteatro delle Tre Gallie, nel 19 d.C., grazie alle donazioni di Gaio Giulio Rufocite-ref-49[49], l'anfiteatro verrà ingrandito poi negli anni 130-136.
Secondo mwabeTacito, nel 21, le città galliche si ribellano al potere romanocite-ref-50[50] e anche Lugdunum viene toccata, ma sono gli mwabyAndecavi che sono i più difficili da controllare, tant'è che il mwabclegato Acilio Aviola deve placare l'insurrezione marciando con una mwabgcoorte da Lugdunumcite-ref-51[51].
Caligola rimane in Gallia al seguito di mwab4Galba, dall'autunno del 39 alla primavera dell'anno successivo, per preparare l'attacco della mwab8Britannia. Per finanziare la campagna militare, a Lugdunum lo stesso mwacaprinceps organizza delle aste pubbliche nelle quali vende i beni delle sorelle, accusate di aver tramato contro di lui, oltre che schiavi, mobili e gioielli di sua proprietà che aveva fatto portare da Romacite-ref-52[52]cite-ref-53[53]. Prima di raggiungere Galba sulla frontiera renana, Caligola fa uccidere a Lugdunum nel 40 d.C. mwackTolomeo di Mauretaniacite-ref-54[54]cite-ref-55[55], discendente della regina mwadiCleopatra e mwadmMarco Antoniocite-ref-58[58].
Durante il regno di mwadkCaligola, Lugdunum accogliecite-ref-60[60] il mwad4tetrarca mwad8Erode Antipa, esiliatocite-ref-61[61], che ebbe la mwaeqGalilea e la mwaeuPerea ed era il cognato di mwaeyErode Agrippa I che ne aveva decretato la condannacite-ref-62[62].
Claudio di Lugdunum
Claudio succede a Caligola sul trono imperiale nell'anno 41. Era nato a Lugdunum il 1º agosto 10 a.C. Visita più volte la città, nel 43 e nel 44, cioè all'andata e poi al ritorno della mwaficampagna di Britannia. Gli si attribuisce la costruzione dell'mwafmacquedotto della Brévenne per via del rinvenimento di una trentina di tubi di piombo portanti le sue inizialicite-ref-63[63]. Di questo periodo data anche l'inizio dell'uso del calcare del Rodano (detto mwafgchoin in francese) proveniente dalle cave situate fra Lugdunum e mwafkGenava per gli edifici ufficialicite-ref-2-64-0[64], che darà al centro della città il suo aspetto tipico durante le ristrutturazioni del XVIII secolocite-ref-65[65].
La traccia più importante che Claudio lascia alla sua città natale è il discorso pronunciato nel 48 davanti al mwagmSenato, nel quale accorda ai Galli l'accesso alla mwagqmagistratura romana. Gli abitanti di Lugdunum, riconoscenti, fanno incidere il famoso discorso su una mwaguplacca di bronzocite-ref-66[66] e la piazzano nel santuario federale delle Tre Gallie. Questa tavola è stata ritrovata nel 1528 e la si può vedere al mwagoMuseo gallo-romano di Fourvière.
L'incendio del 65
Lugdunum dimostrò sempre una grande devozione nei confronti di mwahcNerone, inviando un contributo di quattro milioni di sesterzi in occasione del mwahggrande incendio di Roma del 64 e rifiutandosi nel 68 di unirsi alla mwahkrivolta aristocratica contro l'imperatorecite-ref-tacito-xvi-67-0[67].
Nel 65, Lugdunum subisce a sua volta un terribile incendiocite-ref-tacito-xvi-67-1[67] che, secondo mwaimSeneca, la distrugge quasi completamente in un solo giornocite-ref-68[68]. Lo storico locale André Steyert indica però nel 1899 che le parole di Seneca fossero un'iperbole e ne limita la portata: "Il fuoco si è propagato nella città bassa, si è esteso sui fianchi della collina, ma non ha raggiunto la zona più elevata"cite-ref-steyert-69-0[69]. L'imperatore Nerone decreta comunque l'immediato invio di soccorsi e di cospicui sussidicite-ref-steyert-69-1[69]cite-ref-70[70]. Probabilmente a causa dei mancati effetti di tali sussidi, e sospettando che fossero finiti nelle borse di avidi potentati o per alzare nuove imposte per la ricostruzione di Roma, Nerone decide di effettuare un censimento della provincia per migliorare l'imposizione fiscale e riequilibrare le sorti della popolazionecite-ref-3-71-0[71].
Galba e Vitellio, la rivalità con Vienne
Durante gli avvenimenti del 68, nei quali alcune tribù galliche si sollevano contro l'imperatore forse anche a causa dell'innalzamento delle tasse a seguito del censimentocite-ref-3-71-1[71], mwaj4Gaio Giulio Vindice, mwaj8propretore della mwakaGallia Lugdunense, si ribella a sua volta contro Nerone e ne sostiene il rivale mwakeGalbacite-ref-72[72], riunendo le tribù in un incontro al Santuario federale delle Tre Gallie nel mese di marzocite-ref-73[73]. Vienne, all'opposto di Lugdunum, sostiene Galbacite-ref-74[74]. Quando Vindice viene sconfitto a mwak4Besançon dall'armata del Reno, gli abitanti di Vienne organizzano una spedizione contro Lugdunum, la quale resiste. La salita al potere di Galba pone un termine a questo conflitto ma, come rappresaglia, Galba sottrae la rendita che Vienne versava a Lugdunum sin dal 43 a.C.cite-ref-75[75] Nel 69, la situazione politica rimane confusa e l'esercito di mwalmVitellio arriva in città con mwalq40 000 uomini durante l'inverno 68-69cite-ref-76[76], appoggiato dal governatore che gli fornisce anche una casacite-ref-77[77]. Gli abitanti di Lugdunum approfittano della presenza delle truppe di Vitellio per vendicarsi dei viennesi, facendosi consegnare le armi e pagare un riscatto, ma senza distruggere la cittàcite-ref-78[78].
Apogeo (69-192)
È sotto la dinastia dei mwamcFlavi (69 - 96) e poi sotto gli mwamgAntonini (96 - 192) che Lugdunum conosce il suo maggior periodo di prosperità, così come il resto dell'mwamkImpero romano, con la mwamopax romana. La sua popolazione è stimata fra mwams50 000 e mwamw80 000cite-ref-p133-79-0[79] abitanti, il che rappresenta una delle più grandi città della Gallia, assieme a mwaneNarbo Martius.
La città è governata in modo autonomo, ma in caso di problemi può ricevere un mwanmcurator inviato da Roma, destinato a controllare la contabilità. Ciò avviene sotto Marco Aurelio: si tratta del senatore mwanqFulvio Emilianocite-ref-80[80] che supervisiona il rifacimento di 500 posti nel circocite-ref-81[81]. Alcune zone hanno un forte declivio e delle terrazze vengono costruite, in particolare nei pressi delle termecite-ref-7-82-0[82].
L'mwaoiepigrafia ci dà informazioni sulla popolazione greca in questo periodo: su un totale di 522 mwaomepitaffi si riscontrano 243 nomi greci su 1mwaoq 116cite-ref-audin139-83-0[83]; passano dal 19% all'inizio del mwaokI secolo al 30% alla fine del mwaooII secolo. Questa popolazione greca è composta da schiavi, dai liberti dei notabili della città alta; per esempio la mwaostomba di Turpione, un ricco liberto responsabile del culto di Roma e di Augusto, reca il nome di cinque liberti di cui due portano nomi grecicite-ref-84[84]. Alla comunità dei Greci, si aggiunge tutta una popolazione di mwapamercanti provenienti dalla Siria, ma anche dal resto della Gallia, con una preponderanza di mwapeRemi, mwapiVangioni e mwapmVeliocassicite-ref-85[85]. Alla fine del III secolo, i nomi greci saranno solo il 18%: un'inflessione spiegata da una latinizzazione dei nomi piuttosto che della riduzione della popolazione di origine orientale, la quale affollava il quartiere dei Minimes, il cuore amministrativo della città; uno stesso fenomeno di latinizzazione è osservato nel quartiere celtico di Condatecite-ref-audin139-83-1[83].
Urbanistica
La prosperità economica di Lugdunum si evince dalle numerosissime tracce di artigianato e di scambi commerciali, sia via terra sia via fiumecite-ref-86[86], e si riflette nelle numerose opere che in questo periodo vengono ad abbellire la città alta. Sono le comunità commercianti che si arricchiscono maggiormente: i mwaqinautae che organizzano il trasbordo delle merci sul Rodano e la Saona, i negozianti in vino, gli mwaqmutricularii che fabbricano otricite-ref-87[87] usati tra l'altro dai mwaqgnautae come galleggianti per le zatterecite-ref-88[88], gli artisti mwaq0stuccatori, i mwaq4vasai e i vetraicite-ref-89[89].
La città si estende principalmente in quattro zone ben delimitate: la città alta, Condate, le Canabae e l'abitato celtico sulle rive della Saona.
Città alta
Si tratta del luogo della fondazione inizialecite-ref-91[91], con un mwaseforo, sotto al quale s'incrociavano ad angolo retto il decumano e il mwasicardo, un palazzo imperiale, dei templi, un mwasmcirco e una cinta murariacite-ref-4-92-0[92] di età augusteacite-ref-10-16-1[16]. Il foro è situato sotto l'attuale mwaswbasilica di Notre-Dame de Fourvière e include il tempio di Giove capitolino, dedicato alla mwas0triade capitolina (Giove, Giunone e Minerva), una curia (luogo di riunione del Senato cittadino), una basilica (sede del potere giudiziario) e il palazzo imperiale, sito all'estremità nord del pianoro e nel quale hanno vissuto mwas4Augusto, mwas8Tiberio, mwataCaligolacite-ref-svetoniocaligola17e20-34-1[34], mwatuVitelliocite-ref-93[93], mwatoAdrianocite-ref-94[94], mwat8Settimio Severocite-ref-haseverus3-8-95-0[95] e mwauqClodio Albino, e dove hanno visto la luce mwauuClaudio e mwauyCaracalla.
La mwavuVia Aquitania prende il suo inizio nell'angolo sud-ovest del forocite-ref-5-96-0[96] e si dirige, in direzione SO-NE, verso un tempio situato all'uscita della città e che è stato identificato dagli scavi archeologici come il Santuario municipale del culto imperiale di Lugdunum. La Via Aquitania sarebbe identificata con il mwavodecumano della città, anche se Amable Audin lo situa sotto l'attuale rue Clébergcite-ref-5-96-1[96]cite-ref-9-97-0[97]. A sud del foro inizia il mwawmmwawqcardocite-ref-9-97-1[97], che si estende in direzione nord-sud all'incirca fino all'attuale liceo di Saint-Justcite-ref-98[98]. A sud del decumano, nei pressi dell'incrocio con il mwaw0cardo, il mwaw4teatro aumenta rapidamente di dimensioni con l'aggiunta di un mwaw8mænianum e passa da una capacità iniziale di mwaxa4 500 a mwaxe10 700 posti sotto Adrianocite-ref-4-92-1[92]. mwaxyAntonino Pio completa l'opera dei suoi predecessori e affianca al teatro, un mwaxcOdeon pavimentato di marmo dedicato alla musica da mwaxg3 000 posti, attorno all'anno 160cite-ref-99[99]; Lugdunum diventa l'unica città della Gallia, insieme a Vienne, ad avere due teatricite-ref-100[100]. Un mwayecirco viene edificato in legno nel vallone di Trion, vicino alle necropoli, come nella città di Vienne, dove il circo e le necropoli si dividono la stessa area. Un mwayimosaico, attualmente conservato al museo gallo-romano di Fourvière, rappresenta il circo antico di Lugdunum e i giochi che vi si svolgevano.
Almeno tre dei quattro mwayqacquedotti romani terminano nella città alta: quello della Brévenne, dell'Yzeron e del Gier (il più lungo dei quattro).
Per via del forte declivio di alcune zone della città, la costruzione di mwayyterrazzamenti si è resa necessaria, soprattutto nella zona al di sopra delle mwaycterme, dove sono state rinvenute delle case costruite su delle terrazze artificiali. Un'altra area densamente abitata costruita su dei terrazzamenti è stata rinvenuta vicino alla città alta, sui fianchi nord ed est della collinacite-ref-7-82-1[82]cite-ref-101[101]. Fiancheggia quello che secondo Audin è il tracciato del mwazamwazepomerium, e quindi di una possibile cinta muraria.
All'esterno del mwazmpomerium vi erano altre zona abitate, come i mwazqcanabae, il quartiere attinente al Santuario federale delle Tre Gallie e numerose mwazuville rustichecite-ref-6-13-1[13].
Borgo celtico di Condate
È il nucleo primitivo del villaggio dei Galli. Si trova in una posizione più bassa rispetto alla città alta, dall'altro lato della Saona, ai piedi della collina de La Croix-Rousse. Dalla città alta vi si giunge attraverso una ripida via sul fianco della collina e poi da un guado o un ponte sul fiumecite-ref-9-97-2[97]. Questa zona accoglie due dei maggiori monumenti della città: l'mwa0qanfiteatro e il Santuario federale delle Tre Gallie.
Da Condate parte anche la Via del Reno, che congiunge Lugdunum alla Germaniacite-ref-9-97-3[97]. La via affianca un quartiere artigiano sulla riva sinistra della Saona, prima di arrivare all'anfiteatro ingrandito da Adriano in un'imponente struttura di mwa0o143,3 × 117,4 mcite-ref-102[102]. Il vicino Santuario delle Tre Gallie, sito sulla stessa collina e al quale si accede da una doppia rampa, ospita l'Altare delle Gallie: una struttura maestosa il cui basamento di marmo misura mwa0850 m di lunghezza ed è affiancato da due Vittorie alate in bronzo dorato posate su delle colonne di granito giallo proveniente dall'Alto Egitto e che reggono grandi palme e corone anch'esse di bronzo dorato. L'imperatore ha fatto sostituire, nello stesso periodo dell'ingrandimento dell'anfiteatro, le colonne dell'altare del Santuario federale con nuove colonne in mwa1asienite egiziana che sono andate a rimpiazzare quelle originarie in calcare del Rodano o in mattonicite-ref-103[103].
Canabae
Si tratta di una zona riservata alla popolazione civile situata fuori dagli accampamenti militari romanicite-ref-104[104]. Alcuni storicicite-ref-105[105] hanno supposto che si trattasse di un'isola, l'mwa2eisola delle Canabae. Il quartiere è ricco di abitazioni civili (sono stati rinvenuti molti mosaici) e di depositi per il vino.
I mwa2mcanabae ospitavano coloro che erano atti a svolgere quelle attività necessarie a rifornire l'mwa2qesercito romano: artigiani, fabbri per la realizzazione delle armi, mercanti per l'approvvigionamento alimentare, ma anche prostitute.
Abitato celtico
La riva destra della Saona, sotto la città alta, ospita un altro quartiere di abitazioni civili a ridosso del fiume. Alla fine del II secolo, un abitato gallo-romano esiste sulla parte ovest dell'isola delimitata dai due fiumicite-ref-106[106]. La presenza di braccia secondarie del fiume e dell'isolotto di Sait-Jean ha potuto favorire la creazione di un porto fluviale in questa zona già dal II secolocite-ref-11-107-0[107]. I mwa28nautae della Saona vivono vicino a questa zona, allo sbocco del vallone dei Choulans, con le statue dei loro dei protettori allineate lungo le rive del fiume, a fianco ai depositicite-ref-108[108].
È solo durante la prima metà del IV secolo che l'isolotto sarà collegato alla terraferma a ovest, colmando il braccio del fiume fra questi e la collinacite-ref-audin-202-109-0[109]. Le importazioni declinano a partire dal IV secolo, ma si mantengono fino al VII secolo, periodo durante il quale si enumera anche materiale proveniente dall'Africa settentrionalecite-ref-11-107-1[107].
Necropoli
Le mwa4qnecropoli sono situate lungo le vie d'accesso alla città: ve ne sono almeno sette, distribuite in diversi valloni attorno alla città. Le tombe più antiche datano dell'età di Augusto e si trovano lungo la mwa4uVia Aquitania, nel vallone di Trioncite-ref-p133-79-1[79]; già nel I secolo la necropoli aveva occupato l'intero vallone, assieme ad alcuni forni di vasai.
Nel vallone di Gorge de Loup, nella direzione della piana di Vaise, si trova una necropoli meno densa che segue la mwa4sVia Agrippa verso mwa4wGesoriacum, con delle tombe molto ricche. La necropoli di Saint-Clair pare sia dedicata ai morti dell'anfiteatrocite-ref-110[110], mentre quella rinvenuta sotto la rue de l'Université, situata lungo la mwa5estrada romana nella direzione delle Alpi, contiene il mausoleo di splendida fattura degli mwa5iAcceptii (visibile al mwa5mmuseo gallo-romano di Fourvière). Altre due necropoli si trovano lungo la strada del Reno sulla collina della Croix-Rousse e a mwa5qChoulans, lungo il tratto della Via Agrippa che porta a Narbona; queste due necropoli ricoprono un periodo temporale che si estende fino all'epoca dei mwa5uMerovingi.
Durante il periodo romano, le inumazioni vengono a sostituire piano piano le cremazioni. All'arrivo dei Romani in Gallia, la cremazione è già in uso da più di un secolo presso le popolazioni locali, ma i Greci sono una componente importante della popolazione di Lugdunum ed essi rifiutano la cremazione, al contrario dei Romani. Fino al I secolo d.C. coesistono quindi nella città due mwa5criti funerari differenti, a seconda della cultura familiare, ma alla fine del secolo anche i Romani iniziano a praticare l'inumazionecite-ref-111[111].
Cristianizzazione
A Lugdunum è attestata la prima comunità cristiana di Gallia, risalente alla metà del II secolo. Essa si struttura attorno al vescovo mwa6mPotino, il primo della città, e raccoglie membri di provenienze diverse, anche se principalmente originari della mwa6qFrigia e dell'area dell'impero di influenza grecacite-ref-112[112]. Nel 177 Potino muore durante la persecuzione contro i cristiani, di cui rimane una descrizione fornita da mwa6kEusebio di Cesareacite-ref-113[113]: con lui sono uccisi altri 47 cristiani, tra cui persone in vista come Vettio Epagatocite-ref-114[114], ma anche schiavi come mwa7iBlandina, genericamente ricordati come i mwa7mmartiri di Lione. La persecuzione contro i cristiani inizia probabilmente prima del giugno del 177cite-ref-115[115], mentre il governatore della mwa7gprovincia Lugdunense era assente. Le difficoltà dovute alla peste e alle invasioni barbariche possono essere dietro alla miccia che infiammò l'ostilità verso i cristiani, che vennero attaccati perché accusati di non rendere onore agli dei della città e di Roma, ponendosi al di fuori dalla comunità. I cristiani vengono condotti dalla folla presso i magistrati della città, davanti ai quali confessano la loro fede e per questo sono imprigionati in attesa del ritorno del governatore. Rientrato in città, i cristiani che avevano confessato la loro fede senza rinunciarvi sono accusati di crimini efferaticite-ref-116[116] e condannati a morte, nonostante il mwa70rescritto di Traiano (confermato dai suoi successori) che vieta di andare in cerca di cristianicite-ref-117[117]cite-ref-118[118]cite-ref-119[119]. Potino muore in prigione, i cittadini romani decapitati, mentre altri martiri, fra cui Blandina, vengono uccisi nell'anfiteatro.
mwa8sIreneo è il successore del vescovo Potino. È uno dei primi teologi cristiani di lingua greca e lotta contro le eresie che minacciano l'unità della comunità cristiana. Il suo scritto mwa8wContro le eresie testimonia dell'opposizione di Ireneo nella regione contro un certo mwa80Marco d'Egitto, probabilmente un mwa84valentiniano che professava lo mwa88gnosticismo in Galliacite-ref-120[120], e contro Florino, un presbitero romano molto vicino alle idee di mwa9qValentinocite-ref-121[121]. Ireneo partecipa con il vescovo di Roma mwa9kVittore I anche ai dibattiti sulla scelta della data della mwa9oPasqua con i mwa9squartodecimani: mentre Vittore vorrebbe proibire ai cristiani d'Oriente di celebrare la Pasqua il 14 di mwa9wNisan, Ireneo lo invita a essere tollerante, ricordandogli che anche il suo predecessore mwa90Aniceto, non avendo trovato una posizione comune con mwa94Policarpo, non aveva vietato le celebrazioni dei quartodecimanicite-ref-122[122].
Nel mwa-kIII secolo, mentre Faustino è vescovo di Lugdunum, si sviluppa in Gallia l'mwa-oeresia di mwa-sNovaziano, di cui è seguace anche Marciano, vescovo di mwa-wArlescite-ref-cipriano-123-0[123]. La comunità di Lugdunum si cementa attorno alla figura dei martiri del 177: essi forniscono un racconto strutturante per l'identità locale e un "passato esemplare", celebrato ogni anno attraverso le feste in loro onore. Ai 48 martiri del 177 si sono aggiunti Epipodio e Alessandro di Lionecite-ref-124[124] e lo stesso vescovo Ireneo. mwa-yGregorio di Tours trasforma le uccisioni che hanno accompagnato il sacco di Lugdunum sotto mwa-cSettimio Severo in una persecuzione contro i cristianicite-ref-historia-francorum-125-0[125].
Ormai diventato il cristianesimo una religione accettata e ufficiale, il vescovo esercita un'autorità morale nella città e un ruolo importante (anche economicamente). Le lettere di mwa-0Sidonio Apollinare forniscono la descrizione della mwa-4cattedrale: circondata di portici, la cattedrale è decorata con pietre preziose, marmo, foglie d'oro e poemicite-ref-126[126]. La città antica è trasformata: i templi sono stati chiusi e abbattuti alla fine del IV secolo e un centro episcopale si è sviluppato sulla riva della Saona attorno a un mwbambattisterocite-ref-127[127]. I sacrifici sono stati proibiti e le messe e le processioni hanno soppiantato le celebrazioni religiose politeiste. Si parla della "visita dei luoghi santi della città di Lugdunum"cite-ref-128[128]. La città è anche uno dei luoghi culturali della cristianità; mentre il potere dei Romani diminuisce e cresce quello dei mwbawBurgundi e poi dei mwba0Franchi, i vescovi di Lione portano il titolo di mwba4metropoliti e ospitano numerosi mwba8concilicite-ref-129[129].
Lugdunum sotto i Severi (193-235)
Lugdunum è anche capitale amministrativa e ospita i governatori della mwbbyGallia Lugdunense, in particolare mwbbcSettimio Severo nel 187-188cite-ref-haseverus3-8-95-1[95]cite-ref-130[130]cite-ref-131[131]. È in questa città che nasce il suo primogenito, mwbcqCaracalla.
La città è colpita indirettamente dalla successione imperiale: dopo la morte di mwbcyCommodo si instaura un regime militarecite-ref-132[132]. Alla fine, tre rivali si fronteggiano: Settimio Severo l'Africano, mwbcsPescennio Nigro, comandante delle armate d'Oriente, e mwbcwClodio Albino, sostenuto dalle legioni di Britanniacite-ref-133[133]. Quando Albino attraversa la Gallia per affrontare Severo, si installa a Lugdunum, aspettando il suo avversario. Severo non attraversa le mwbdeAlpi, ma passa dall'mwbdiAlsaziacite-ref-134[134], recuperando forze sul mwbdcDanubio.
Battaglia di Lugdunum
La mwbd8battaglia di Lugdunum ha luogo all'estremità del pianoro di Dombes, ai piedi dei mwbeaMonts d'Or o sul pianoro a ovest della città, dove ora sorge mwbeeTassin-la-Demi-Lunecite-ref-135[135]. Il 19 febbraio 197, uno dei generali di Severo riesce ad attirare la cavalleria mwbeysarmata in un'imboscatacite-ref-dionelxxvi-6-136-0[136], al che Severo guida l'avanzata della sua ala sinistra, ma l'attacco non riesce e l'imperatore africano viene persino disarcionato. Dopo due giorni di combattimenti incerti, mwbesGiulio Leto, il comandante della cavalleria imperiale, attacca i fianchi delle legioni avversarie, sfondandone le lineecite-ref-dionelxxvi-6-136-1[136]cite-ref-erodianoiii-7-137-0[137] Sentendosi perduto, Clodio Albino si suicida con la propria spada. Della sua morte ne parla anche la mwbfqHistoria Augustacite-ref-138[138], che vuole Clodio Albino decapitato da Severo, una volta fatto prigioniero, per poi buttare il suo corpo nel Rodanocite-ref-139[139]). I legionari di Severo inseguono i soldati di Albino fino alle mura della città e vi penetrano. Lugdunum è punita e saccheggiata per aver sostenuto Albinocite-ref-erodianoiii-7-137-1[137].
Una volta superata la crisi, Lugdunum è tralasciata dall'imperatore; neanche Caracalla apprezza particolarmente la sua città natale. Nessun monumento o avvenimento importante data della mwbgidinastia dei Severi, tranne una statua offerta nel 220 a mwbgmEliogabalo, ritrovata negli scavi del ponte della Guillotière distrutto nel 1953cite-ref-140[140]. Nel 235, l'ultimo degli imperatori dei Severi, mwbggAlessandro Severo, viene assassinato dopo aver attraversato Lugdunum per raggiungere le legioni sul Renocite-ref-141[141].
Declino e crisi dell'Impero romano
Nel 254, l'episcopato in Gallia è diviso fra Lugdunum e Arlescite-ref-0-143-0[143]. Faustino, vescovo di Lugdunum, è in aperto contrasto con Marciano vescovo di Arlescite-ref-0-143-1[143] che, seguendo il movimento dei mwbh8Novazianisti, negava la remissione di alcuni peccati, reputati gravi, come gli atti di idolatria; negava quindi la comunione ai mwbialapsi pentiti, i cristiani che, sotto la minaccia delle persecuzioni, compirono atti di adorazione verso gli dei pagani. Le pressioni di mwbieCipriano di Cartaginecite-ref-cipriano-123-1[123], dello stesso Faustino e dei vescovi della sua provincia su mwbiypapa Stefano I spingono quest'ultimo a deporre Marcianocite-ref-144[144].
Nel 259, gli mwbiwAlemanni vandalizzano la valle del Rodano e bande scendono fino ad Arles; avrebbero evitato di investire città potenti come Lugdunum e Autuncite-ref-145[145]. Alcuni gruppi attaccano mwbjeTarragona, in Spagnacite-ref-1-146-0[146], mentre altri avanzano nella penisola italiana, fino a essere fermati nella primavera 260 da mwbjyGallieno con la mwbjcbattaglia di Milanocite-ref-1-146-1[146]cite-ref-147[147]. Di quest'invasione rimangono i tesori di Vaise (beni preziosi seppelliti per nasconderli e mai più recuperati dal proprietario)cite-ref-148[148] e i beni di un soldato romano, anch'essi sepolti in quegli annicite-ref-149[149].
Fra il 274 e il 413, la città accoglie una nuova zecca, dopo il periodo dal 12 a.C. al 78. Secondo la mwbkomwbksHistoria Augusta, la vicenda dell'usurpatore mwbkwTito Ilio Proculo contro l'imperatore romano mwbk0Probo ebbe inizio a Lugdunumcite-ref-150[150] con la creazione di una milizia con mwbli2 000 dei suoi schiavi da parte del ricco proprietario terriero. All'avvicinarsi delle truppe dell'imperatore, avrebbe preso la fuga, rifugiandosi presso i Franchi, che l'avrebbero poi consegnato a Probo. Sebbene la Historia Augusta sia poco affidabile riguardo agli avvenimenti storici, la parabola di Proculo è attestata anche da altri autori, come mwblmFlavio Eutropiocite-ref-151[151], sebbene legata alla città di mwblgColonia.
Lugdunum perde il suo ruolo di capitale delle Gallie nel 297, a tutto vantaggio di mwbloTreviri, a seguito della riorganizzazione della mwblstetrarchia di Diocleziano. All'inizio del IV secolo, le autorità municipali non dispongono più dei mezzi per sorvegliare gli acquedotticite-ref-152[152] e per la manutenzione delle tubature di mwbmapiombo (specialmente nei mwbmesifoni); quando dei banditi tagliano l'arrivo dell'acqua, gli abitanti si vedono obbligati a spostarsi verso la Saona: la collina di mwbmiFourvière viene allora abbandonata e la potente città di un tempo smette di esistere. Solamente l'isola di Saint-Jean e il settore delle mwbmmCanabae offrono abbastanza sicurezza agli abitanti, tant'è che anche verso il 360, si continuano ad abbellire le case del quartierecite-ref-audin-202-109-1[109]. Questa migrazione darà origine al nucleo dei quello che sarà la città mwbmgmedievale di mwbmkLione.
Il 10 agosto 353, l'usurpatore mwbmsMagnenzio si toglie la vita a Lugdunumcite-ref-153[153] dopo la fuga a seguito della mwbnasconfitta a Mursa nel 351 contro mwbneCostanzo II. Nel giugno del 356 la città viene assalita dai mwbniLeti, riuscendo a respingerli poco prima che mwbnmFlavio Claudio Giuliano vinca una mwbnqvittoria decisiva a Argentoratae contro gli mwbnyAlamannicite-ref-154[154]. Sempre a Lugdunum, mwbnsMagno Massimo fa uccidere da mwbnwAndragazio l'imperatore mwbn0Graziano, il 25 agosto 383cite-ref-155[155].
La fine della Lugdunum romana
Nel 437, i mwboqBurgundi vengono insediati in qualità di mwboumwboyFoederati nei territori della mwbocSapaudia e della mwbogRomandia, dopo la distruzione del loro regno di Worms da parte degli mwbokUnni. Il generale romano mwbooFlavio Ezio li aveva insediati in quei territori probabilmente con la funzione di difendere i valichi alpini, e gli insediamenti dei Burgundi probabilmente sorgevano a poca distanza dalla stessa Lugdunumcite-ref-156[156]. Nell'aprile 458 il generale mwbo8Egidio, inviato di mwbpaMaggioriano, riprende provvisoriamente il controllo di Lugdunumcite-ref-157[157]cite-ref-158[158], ma questi la riprendono e ne fanno una delle capitali del loro regno, assieme a Vienne e Ginevra, nel 461cite-ref-159[159].
Il 4 settembre 476 segna la fine dell'mwbp4Impero romano d'Occidente. In questo regno burgundo, il re mwbp8Gundobado sancisce per legge l'eguaglianza di diritti per i suoi sudditi. Nel 532, i figli di mwbqaClodoveo I, istigati dalla madre e principessa burgunda Clotilde, fanno passare il regno sotto la dominazione dei mwbqeFranchicite-ref-160[160]. Nel 580 un'alluvione provoca l'esondazione del Rodano, che danneggia gravemente gli edifici sulla sponda destra del fiumecite-ref-161[161]cite-ref-162[162].
Nell'autunno del 840, il foro di Fourvière crolla e le colonne cadono fino ai piedi della collinacite-ref-163[163]. Nel 1080, i lavori di costruzione di un ponte sulla Saona segnano l'inizio dell'uso del sito antico come cava per rifornirsi in materiale da costruzione; questo sfruttamento prosegue nel mwbrmXII secolo, per l'edificazione dei grandi monumenti della Lione medievalecite-ref-2-64-1[64]. Verso l'anno 1100, le due colonne del santuario delle Tre Gallie sono smontate e tagliate in due pezzi per fornire dei pilastri al transetto della mwbrgbasilica di Saint-Martin d'Ainaycite-ref-164[164] e nel 1183, la costruzione del ponte della Guillotière richiede una grande quantità di pietre, in buona parte prese dalle rovine romane sulla collinacite-ref-2-64-2[64].
Note
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cite-note-55. ↑ mwbva(mwbvemwbviFR) Claude-Gaspard Bachet de Méziriac, mwbvmRemarques sur l'origine du mot Lugdunum, 1846.
cite-note-66. ↑ mwbvcErico di Auxerre, mwbvgVita di san Germano, IV, 297-298; mwbvk(mwbvomwbvsFR) Marco V. García Quintela e A. César González-García, mwbvwmwbv0Le 1er août à Lugdunum sous l’Empire romainmwbv4 : bilans et nouvelles perspectives, in mwbv8Revue Archéologique de l’Est, vol.mwbwa 63, 2014, pp.mwbwe 161-162.
cite-note-saona-71. L'Arar è l'antico nome della mwbwuSaona.
cite-note-88. ↑ mwbwkmwbwoPoux & Savay-Guerraz,mwbws pp. 36-60.
cite-note-99. ↑ mwbw8(mwbxamwbxeFR) Marie Varnieu, mwbxiExceptionnelle découverte sur un site archéologique à Vaise, in mwbxmLe Progrès, 19 gennaio 2008, p.mwbxq 11.
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cite-note-1212. ↑ mwbyk(mwbyomwbysFR) Stéphane Carrara e Guillaume Maza, mwbywLes antécédents de la colonie, du VIe au Ier s. av. J.-C., in mwby0L'archéo-théma, n.mwby4 1, marzo-aprile 2009, p.mwby8 9.
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• G. Symeoni, L'origine e le antichità di Lione, Torino, 1560.
Voci correlate
• mwcwyAltare taurobolico di Lione
• mwcwgGallia Lugdunense
• mwcwoLione
• mwcwwMartiri di Lione
• mwcxaSeconda zecca imperiale
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